Il quarto giorno: chiusura del corso

Si esce subito, niente teoria.
Un trasferimento lungo belle strade della zona del Mugello: il primo commento di Marco “Nessuno di voi si muove abbastanza, e dovete andare piano!” convince tutti a tirare i freni.
Due “vasche” come chiamano loro i tratti con curve adatte ad essere ripetute più volte nelle due direzioni alla ricerca delle giuste traiettorie, mezzogiorno arriva presto e rientriamo per il pranzo e la consegna dei diplomi.
E’ il momento del brindisi e il mio diploma è sparito. Dico che lo gradisco anche per posta, senza fretta, e finisce che Raffaele dedica il brindisi a me dicendo che sono stato un buon allievo, ho guidato bene e ho pure guadagnato un buon voto.
Lo conoscerò quando il diploma arriverà, ma se anche il voto sarà tale da aprirmi la possibilità di fare il corso di livello superiore credo che preferirò ripetere questo, il prossimo anno. Se ne era parlato a tavola con Raffaele, prima digerire e attuare quanto appreso.
Anzi con alcuni compagni è una promessa, un impegno per il futuro.

Rientro via Futa e Raticosa a un passo parecchio lento, per tutto il tempo guido sereno cercando di attuare al meglio ciò che mi è stato insegnato.

E’ vero quello che dicevano i tre istruttori, vai piano, c’è modo di divrtirsi tanto, la velocità verrà poi, se vorrai.